venerdì, 22 agosto 2008
postato da: semuoiomuoio alle ore 11:29 | Permalink | commenti (9)
categoria:concerti, neurosis
mercoledì, 20 agosto 2008



C'è qualcuno che mi ha detto che in questa playlist non c'è poesia.
Non si tratta di "de gustibus". E anche qui ci sarebbe da parlare sul perché tale frase rappresenti le colonne d'ercole, il non plus ultra, dove oltre c'è solo l'accettazione incondizionata degli altri. La musica, l'arte in generale, come la vita, come la natura, non sono democratiche, non devono esserlo. Tutti bravi sennò. Tana libera tutti così. Poi magari la volta che non ce la fai più e  fai notare che ci vogliono anche certi strumenti per poter fare o parlare di, lì diventi il nazista di turno che non tollera niente e nessuno.
Uno di questi giorni mi metto la divisa della Gestapo, entro dentro la coop e saluto romanamente la tipa del bancone,  al ragazzo della cassa urlo un bel "sieg heil", così almeno il termine nazista verrà utilizzato su di me con una certa correttezza.
In questo caso è stata rivolta una critica ben precisa, usando termini precisi.
Va detto che alcuni brani non sono presenti perché non li ho trovati, sostituiti da alcuni che ho scartato nel mio "scrivere" playlist. Perché "per me, fare una cassetta è un po' come scrivere una lettera - è tutto un cancellare e ripensarci e cominciare da capo."  (grazie nick, grazie giuggi).
Prendetela quindi come una bozza fedele al risultato finale, che sposta non di molto le coordinate (anche se il Benvegnù di Cerchi nell'Acqua, Luna Rossa di Caetano Veloso o certe cose dei Marlene, tipo Serrande Alzate, possono dare un bella sterzata al phatos).
Questa persona mi ha parlato di assenza di poesia. Mi sono incazzato come una bestia (molto, molto interiormente però).
L'ho presa sul personale, non ho aperto bocca, magari ho biascicato qualcosa tipo "dagli una seconda possibilità", frase accondiscendente detta però con gli occhi iniettati di sangue. La verità è che avrei voluto dirle: "Alla fine sai cosa? Un certo passato che tenti di lasciarti alle spalle te lo sei meritato, cazzo, e magari visto che  non senti poesia qui, e non la vedi, mentre ti sto scarrozzando tra mare e montagna e in ogni posto che la tua mente capricciosa partorisce, per farti stare meglio, per fare finta che anche io non sto poi così malaccio, perché non decidi di prendere tua sponte quella stradina che ti porta dritta dritta a troncartelo nel culo?"
postato da: semuoiomuoio alle ore 17:31 | Permalink | commenti (21)
categoria:poesia, playlist, nazismo, nick hornby, paolo benvegnù, gestapo
mercoledì, 13 agosto 2008

“riesco a valutare il mio stato di salute esaminando i miei spermatozoi”
“eh?”
“uh”
“il modo migliore è venire sulla schiena di lei. Poi accendere la luce ed esaminare il tutto. Puoi considerare la concentrazione, vagliarne la consistenza eccetera. Si può capire se hai problemi ai reni quando c’è presenza di piccoli granelli”
“ah”
“ehm”
“uh uh”
“l’unica cosa fastidiosa è che tutte le donne si sono sempre incazzate di questa mia abitudine”
“eh”
“che ci vuoi fare, valle a capire le donne”
“magari si aspetterebbero l’abbraccio e il bacino post coitale, quell’ “appaìccia” tanto romantica fatta di sospironi e carezze sudate, invece di vederti armato di microscopio pronto ad esaminare se avresti concepito un atleta o un asmatico”
“ma loro non capiscono davvero”
“…”
“vado a prendere una birra”
“vado a prendere un altro beverone”
“ehm”
“guarda che cielo”
“andiamo ai frati?”
“andiamo”

 

 

“che cielo”
“eccone una”
“bella!”
"booohhh”
“aveva la scia”
“io da piccolo ne vedevo di grandiose, venivano giù di una bellezza…la scia durava quindici secondi”
“quindici secondi?”
“quindici”
“bahahahahahahaha”
“hihihihihihihihi”
“cazzo è vero, lo giuro quindici”
“ahahahahahaah”
“hihihihihihi”
“ma che cazzo dici?”
“quindici secondi è un’eternità”
"ragazzi lo giuro, almeno dieci”
“guarda quella!”
“boooooooohhhhhhhh”
“aveva la scia”
“sarà durata si e no tre secondi”
“ragazzi lo giuro, erano almeno dieci”
“ma lo sai quanto è un secondo? ogni secondo è un TUM”
“quella di prima..sarà stato un TUM-TUM-TU”
“Vuoi farci credere che tu hai visto una stella TUM TUM  TUM TUM TUM…”
“Vabbè forse dieci sono troppi, ma vi giuro che…”

 

 

 

 

“lillo, stai battendo il piede. A che canzone pensi?”
“a nessuna in verità, ho la mente pulita, battere il piede è una specie di tic che ho quando mi rilasso”
“ad ogni occasione o quasi penso ad una colonna sonora ideale per il momento”
“ci si dovrebbe accontentare dei suoni che ci circondano, soprattutto in un momento come questo”
“già”
“si”
“lapidaria”
“stavo pensando alla partita di calcetto che ho appena giocato, un gol bellissimo, con una sola finta ho spiazzato difensore e portiere, appoggiando a porta quasi vuota, di sinistro”
“ci sono degli uccelli a Montegiovi che non sentivo da anni”
“una volta qua senti cantare dei bambini, fu una delle più grandi paure della mia vita”
“e che cantavano?”
“che ne so”
“vi prego ragazzi voglio rilassarmi”
“il canto dei bambini è un bel canto”
“non nel profondo della notte in un posto dove il bambino più vicino è a chilometri di distanza che dorme come un gorilla gonfio”
“ragazzi mi sto cacando sotto, basta”
“non ti ricordi la canzone?”
“sono particolari a cui non detti molta importanza al momento”
“peccato”
“sai il tuo testo è diventato canzone”
“che bello”
“viene bene”
“cantamela”
“ehmmm”
“….”
“vivere, anche se sei morto dentro, vivere…”
“bahauhauahauah”
“hihihihihihi”
“uhuhuhuhu”
“guarda quella!”
“boooooooohhhhhhhh”

 

 

a C.

a M.

a E.

 

 

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categoria:perle, stelle, frati
sabato, 02 agosto 2008
non esistono canzoni che non siano d'amore.
 
postato da: semuoiomuoio alle ore 12:55 | Permalink | commenti (21)
categoria:canzoni, slayer
lunedì, 28 luglio 2008

Leggero. Per quanto uno come me possa riuscirci, ho provato ad esserlo. Sono sotto con le ore di sonno e con il conto in banca, ma all'attivo ho tre bei concertini: Interpol a Ferrara: impeccabili, irreprensibili tranne che per la mancanza di un po' di "sangue" e di coinvolgimento che non avrebbero guastato. Anzi, considerando la passione dei  "cugini copioni" Editors, alla Fortezza di Firenze: Gli inglesi hanno spinto come matti per un ora e un quarto, sorridendo e saltando tanto, sbagliando niente. Anche i volumi erano perfetti, raro sentirne così ben fatti ad un concerto.
Ferrara è una cittadina bella e accogliente. Tante biciclette, quindi tanta civiltà (non vale per Pechino però, o solo in parte). Operai e muratori che venivano e andavano da lavoro in sella. Dopo quindici anni ho messo il culo sopra una bici. Se non fosse che l'Amiata è piena di salite orribili e che io ho una resistenza di un koala briaco, appenderei la macchina al chiodo.
In mezzo ai due gruppi di “revival wave” i Bluvertigo: metà concerto è andato a puttane per via dei volumi orribili. Tra Morgan e Andy è una continua battaglia un po’ infantile di ego. Però se dicono di suonare suonano. E bene. Con volumi accettabili è venuto fuori tutto il loro talento, la voglia di suonare e divertirsi dopo diversi anni. Nel repertorio le canzoni più belle,  improvvisazioni piacevoli, citazioni intelligenti, da Bowie ai Duran Duran. C'è stato spazio anche per "Strange kind of love" di Peter Murphy, che conoscevano in pochi.
Ad Agosto tirerò un po’ più la cinghia, anche se sarò ad un concerto che aspetto da anni: Neurosis.
Già io non sono qui, come direbbe Dylan, ma se, come spero, mi suoneranno in faccia un pezzo come “Stones from the sky”, mi sublimerò in una nuvola.

postato da: semuoiomuoio alle ore 14:45 | Permalink | commenti (6)
categoria:firenze, concerti, duran duran, ferrara, interpol, bluvertigo, dylan, pechino, editors, peter murphy
mercoledì, 09 luglio 2008
signs_of_the_times_by_kionni
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categoria:foto
mercoledì, 02 luglio 2008
abandoned_factory_by_kionni

Libero lontano da te.  Liberi i gesti, perché non giudicati. Libere le parole perché non rimproverate. Il tuo sorriso raro e splendente come le comete dell’altra sera: fugaci, mai colte in pieno. E non per me. La tua facile ira,  la tua voce che chiamava il mio nome solo per ammonire, occhi che fuggivano da pupille umide, sgranate.

 

Eppure tutto quello che ho sempre voluto è abitare la tua fortezza.

 

Il tempo e la dolcezza di uno “sguardo altro” mi hanno preso sulle spalle: ho visto muri cadenti, il tetto scoperto. Qualcuno aveva portato via tutto. Ho sentito il vento ululare zizzagàndo tra i fori e le tegole aperte.

 

Eppure tutto quello che ho sempre voluto è abitare la tua fortezza.

 

Ora: La tua voce levigata  dagli anni e dalle mancanze. Son passate tempeste, aprendo voragini tra quei muri di groviera. Ho rotto vetri, sputato veleni davanti ad occhi rossi e velati. Un falso odio ha fatto posto ad una tenerezza infinita. Ci sono stato e ci sono pur senza volerlo davvero. Chiamalo amore, qualcuno lo farebbe, io non lo so.

 
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categoria:foto, la fortezza
lunedì, 16 giugno 2008
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categoria:andrea pazienza
giovedì, 12 giugno 2008

È che m’ostino, m’inganno, m’ingrippo. Con passi immobili m’infilo in una Termopili. Cento giorni e ti saluto, sprofondo a imbuto, da bravo cornuto. Quel che è stato è stato, troppo il negato, inevitabile commiato. Tanto a te che ti frega, t’importa una sega, dormi sulla seta. Guarda, son tutto bagnato, di pianto rigato, ancora impietrito. Ma è tempo di agire, al sole sortire, all’aria cantare canzoni d’amore come un deficiente. Nessuno mi sente. Madonna serpente.

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categoria:felafel
venerdì, 06 giugno 2008
"Cristia! è uscito "Petunie e cingolàti"?
"No, ma è arrivato "le incredibili avventure dell'òmo ràudo"
...

Il nannipunk è il nuovo edicolante in piazza a prophet city, siete tutti avvisati.
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